RESILIENT DESIGN · 01 PIÙ DIVENTIAMO CONNESSI, PIÙ DIVENTIAMO VULNERABILI.

12 ottobre 2026

RESILIENT DESIGN · 01
PIÙ DIVENTIAMO CONNESSI, PIÙ DIVENTIAMO VULNERABILI.

Abbiamo case che possiamo controllare da uno smartphone.
Elettrodomestici che comunicano con noi.
Automobili sempre più connesse.
Pagamenti digitali.
Documenti nel cloud.
Informazioni disponibili in pochi secondi.
Intelligenze artificiali capaci di rispondere praticamente a qualsiasi domanda.
Ci siamo abituati così velocemente a tutto questo che ormai ci sembra normale.
Poi basta una cosa molto semplice.
Che manchi la corrente.
O che una rete non funzioni.
Che un'infrastruttura venga compromessa.
Che un attacco informatico renda temporaneamente indisponibili servizi sui quali facciamo affidamento ogni giorno.
E improvvisamente scopriamo quanto poco sappiamo fare senza ciò che abbiamo costruito per semplificarci la vita.
Non possiamo ricaricare un telefono.
Non possiamo accedere alle informazioni con la stessa immediatezza.
In alcune situazioni può diventare difficile persino comunicare.
Ed è un paradosso interessante.
La tecnologia ci rende enormemente più capaci, ma può renderci anche enormemente più dipendenti.
In un periodo storico in cui guerre, eventi climatici estremi e attacchi informatici ci ricordano che le infrastrutture non sono necessariamente infallibili, forse vale la pena recuperare un concetto che abbiamo un po' dimenticato:
la semplicità non è il contrario dell'innovazione.
A volte è una forma di resilienza.
Un oggetto che funziona senza una presa.
Una fonte di energia indipendente.
Una radio capace di ricevere informazioni senza Internet.
Una torcia.
Una manovella.
Tecnologie elementari rispetto a quelle che utilizziamo ogni giorno.
Eppure, proprio quando qualcosa di straordinario interrompe la nostra normalità, possono tornare ad essere straordinariamente utili.
Forse il futuro non consiste nel rinunciare alla tecnologia.
Consiste nel progettare un mondo molto tecnologico senza dimenticare come funzionare quando la tecnologia non c'è.
Ed è curioso pensare che, qualche volta, le cose più semplici siano proprio quelle di cui potremmo avere più bisogno.
Forse il futuro non consiste nel rinunciare alla tecnologia.
Consiste nel progettare un mondo molto tecnologico senza dimenticare come funzionare quando la tecnologia non c'è.
È un principio che potremmo chiamare Resilient Design: progettare oggetti capaci di continuare a svolgere la loro funzione anche quando le condizioni intorno a noi cambiano.
Una radio che non ha bisogno di Internet.
Una torcia che non dipende necessariamente dalla rete elettrica.
Una batteria che può essere ricaricata dal sole.
E, quando non c'è neppure quello, una semplice manovella.
Non è un ritorno al passato.
È progettare l'innovazione lasciandole sempre una via d'uscita.
Resilient Design by Perfect Gifts

Autore: site-6sE5oA • 12 ottobre 2026
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21 dicembre 2021
UPCYCLING VS RECYCLING
2 dicembre 2021
L o sapevi che i palloncini che volano hanno un impatto negativo sull'ambiente? Per questo sono in molti ad averli vietati per ridurre l’inquinamento dei mari e contribuire all’impegno dell’UE per eliminare la plastica dagli ecosistemi. Ecco un'alternativa interessante per non rinunciare ai colori dei palloncini. I palloncini in lattice di gomma sono realizzati in lattice di gomma naturale (NRL), che viene raccolto dagli alberi della gomma Hevea Brasiliensis Pará che vengono coltivati in determinate aree dei tropici ed è completamente sostenibile .Un palloncino di gomma inizia a decomporsi dal momento in cui viene fabbricato e a contatto con gli elementi naturali. La decomposizione viene rapidamente accelerata quando il palloncino viene gonfiato ed esposto alla luce solare e all'ossigeno .Questo processo di decadimento provoca l'ossidazione del palloncino. L'ossidazione inizia entro circa un'ora dal gonfiaggio ed è visibile in alcuni tipi di palloncino come aspetto torbido o nebbioso .Allo stesso modo in cui il legno di un albero marcirà, un palloncino di lattice è fatto dalla linfa dell'albero e si disintegrerà allo stesso modo .Recenti test di biodegradabilità hanno confermato che i palloncini in gomma naturale si biodegradano a circa il 90% entro 2 anni, in condizioni di prova .Gli alberi della gomma Hevea Brasiliensis non vengono abbattuti per produrre NRL. L'LNR si ottiene spillando da alberi maturi, un processo che non danneggia l'albero. Ciò contribuisce in modo significativo alla rimozione dei gas serra dall'atmosfera prodotti dalle nazioni industrializzate e che sono una delle principali fonti di riscaldamento globale. A causa della coltivazione di NRL e del consumo di prodotti in lattice, la semina e la manutenzione delle piantagioni di alberi della gomma aiuta a prevenire la deforestazione della foresta pluviale tropicale. Il processo di spillatura di un singolo albero può essere sostenuto per un periodo fino a 30 anni, il che fornisce occupazione a molti lavoratori agricoli in alcune delle aree più povere del mondo. L'85% delle piantagioni di gomma del mondo appartiene a piccoli proprietari e ha una dimensione tipicamente inferiore a 4 ettari. Nel mondo, la coltivazione del lattice di gomma dà lavoro a 6 milioni di persone, proprio all'interno delle piantagioni, senza contare coloro che svolgono lavori legati alla produzione, commercio o trasformazione della gomma naturale. Gli alberi della gomma offrono numerosi vantaggi al coltivatore. Durante il periodo di maturazione è possibile coltivare colture tra i filari di alberi, generando entrate aggiuntive per i coltivatori. La raccolta, o spillatura, avviene poi per 11 mesi all'anno. Il lavoro è quindi distribuito nell'arco dell'anno e la produzione è meno soggetta ai fattori di rischio meteorologico rispetto ad altre colture. Infine, il lattice ottenuto è di facile conservazione. #pallonciniecosostenibili #eventiecosostenibili 
Organic cotton
Autore: sites • 1 maggio 2021
Gli obbiettivi del cotone biologico sono di mantenere saldi i principi di salute del suolo dove viene coltivato il cotone, la giustizia sociale e il rispetto per le persone coinvolte nei vari processi di lavorazione, la cura e la sostenibilità del pianeta anche per le generazioni a venire, l'ecologia intesa come equilibrio e sviluppo degli ecosistemi.
Autore: sites • 18 marzo 2020
 WASTEPRENEURS: i raccoglitori di rifiuti Trascorrono i fine settimana a raccogliere plastica nelle discariche delle principali città dell'Africa. É un lavoro lungo, faticoso e rischioso perché in mezzo alle bottiglie, che poi rivenderanno per pochi centesimi, ci sono anche vetri rotti, siringhe e innumerevoli frammenti indistinguibili fra loro. Molti di loro sono giovanissimi che hanno dovuto lasciare la scuola oppure lo fanno per pagarsi la retta anche se i ricavi non sono mai sufficienti per coprirla. Si ammalano, spesso si azzuffano tra di loro se trovano qualcosa che vale qualcosa e sono controllati da gruppi di imprenditori locali che a volte fanno anche pagare una tassa per accedere ad alcune aree. Possono volerci ore, se non giorni, per raccogliere un kg di bottiglie di plastica. Il nostro obiettivo finale è quello di spostare il mercato promozionale verso gadgets prodotti in modo più sostenibile, Perfect Gifts per l'appunto! Perfetti perché aiutano a ridurre i rifiuti di plastica, perché contribuiscono a rendere migliore la vita per i meno fortunati di tutto il mondo, perché sono ecologici, prodotti grazie all'economia circolare e 100% FairChain, ma sopratutto perchè sono Green.
sugherete
18 marzo 2020
La pianta del sughero vive per circa 150 anni raggiungendo in media i 18 metri di altezza e si presenta con una testa ampia e rotonda e foglie sempreverdi e lucenti.