RESILIENT DESIGN · 01 PIÙ DIVENTIAMO CONNESSI, PIÙ DIVENTIAMO VULNERABILI.
RESILIENT DESIGN · 01
PIÙ DIVENTIAMO CONNESSI, PIÙ DIVENTIAMO VULNERABILI.
Abbiamo case che possiamo controllare da uno smartphone.
Elettrodomestici che comunicano con noi.
Automobili sempre più connesse.
Pagamenti digitali.
Documenti nel cloud.
Informazioni disponibili in pochi secondi.
Intelligenze artificiali capaci di rispondere praticamente a qualsiasi domanda.
Ci siamo abituati così velocemente a tutto questo che ormai ci sembra normale.
Poi basta una cosa molto semplice.
Che manchi la corrente.
O che una rete non funzioni.
Che un'infrastruttura venga compromessa.
Che un attacco informatico renda temporaneamente indisponibili servizi sui quali facciamo affidamento ogni giorno.
E improvvisamente scopriamo quanto poco sappiamo fare senza ciò che abbiamo costruito per semplificarci la vita.
Non possiamo ricaricare un telefono.
Non possiamo accedere alle informazioni con la stessa immediatezza.
In alcune situazioni può diventare difficile persino comunicare.
Ed è un paradosso interessante.
La tecnologia ci rende enormemente più capaci, ma può renderci anche enormemente più dipendenti.
In un periodo storico in cui guerre, eventi climatici estremi e attacchi informatici ci ricordano che le infrastrutture non sono necessariamente infallibili, forse vale la pena recuperare un concetto che abbiamo un po' dimenticato:
la semplicità non è il contrario dell'innovazione.
A volte è una forma di resilienza.
Un oggetto che funziona senza una presa.
Una fonte di energia indipendente.
Una radio capace di ricevere informazioni senza Internet.
Una torcia.
Una manovella.
Tecnologie elementari rispetto a quelle che utilizziamo ogni giorno.
Eppure, proprio quando qualcosa di straordinario interrompe la nostra normalità, possono tornare ad essere straordinariamente utili.
Forse il futuro non consiste nel rinunciare alla tecnologia.
Consiste nel progettare un mondo molto tecnologico senza dimenticare come funzionare quando la tecnologia non c'è.
Ed è curioso pensare che, qualche volta, le cose più semplici siano proprio quelle di cui potremmo avere più bisogno.
Forse il futuro non consiste nel rinunciare alla tecnologia.
Consiste nel progettare un mondo molto tecnologico senza dimenticare come funzionare quando la tecnologia non c'è.
È un principio che potremmo chiamare Resilient Design: progettare oggetti capaci di continuare a svolgere la loro funzione anche quando le condizioni intorno a noi cambiano.
Una radio che non ha bisogno di Internet.
Una torcia che non dipende necessariamente dalla rete elettrica.
Una batteria che può essere ricaricata dal sole.
E, quando non c'è neppure quello, una semplice manovella.
Non è un ritorno al passato.
È progettare l'innovazione lasciandole sempre una via d'uscita.
Resilient Design by Perfect Gifts








